Inaugurato Settembre al Parco 2018. Il sindaco di Riace, Domenico Lucano ospite d'onore

12 Settembre 2018

 

 

 “Settembre al Parco NaturArt – 2018” apre i battenti all’insegna delle 
radici culturali di una Calabria che accoglie e fa della diversità una 
ricchezza. Il messaggio è chiaro e viene lanciato nel corso del 
convegno-dibattito sul tema “Storie migranti. Solidarietà e accoglienza, 
valori calabresi” che si è tenuto nella Sala Conferenze del Museo 
Storico militare nel cuore del Parco della Biodiversità Mediterranea a 
Catanzaro, location d’eccezione dell’evento storicizzato realizzato 
dall’Amministrazione provinciale di Catanzaro, guidata dal presidente 
Enzo Bruno, che si avvale sostegno economico della Regione con i fondi 
destinati ad interventi per la valorizzazione del sistema dei beni 
culturali e per la qualificazione e il rafforzamento dell’attuale 
offerta culturale annualità 2018. Natura, arte, teatro, sport: una 
manifestazione che si rivolge a tutta la cittadinanza ma che vede quale 
filo conduttore l’amore per questo straordinario luogo dell’anima, un 
patrimonio naturalistico e culturale che appartiene a tutta la Calabria, 
rafforzando la sua identità di bene comune. “Stasera inauguriamo uno 
straordinario cartellone e una programmazione che ci consente di 
valorizzare il Parco e tutta la città capoluogo della Calabria come 
epicentro culturale di grande rilievo”: è quanto ha voluto sottolineare 
il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, nell’aprire 
simbolicamente il cancello del Parco alla nuova edizione, alla presenza 
delle autorità civili e militari, tra le quali il presidente della 
Regione Mario Oliverio, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo; il 
vicario del prefetto, dottoressa Annamaria Famiglietti, il vicario del 
questore il dottor Aurelio Montaruli, il comandante provinciale dei 
carabinieri, colonnello Marco Pecci; il comandante del Comando 
provinciale dei vigili del fuoco, l’ingegnere Maurizio Lucia; il 
comandante del Comando militare Calabria, colonnello Giovanni Rossitto; 
l’assessore regionale Angela Robbe; il presidente della Camera di 
Commercio di Catanzaro, Daniele Rossi, oltre che decine di sindaci 
provenienti dagli 80 comuni della provincia, e i consiglieri provinciali 
di Catanzaro. Ospite d’onore della serata, il sindaco di Riace Domenico 
Lucano, che ha animato il dibattito moderato dal co-direttore di 
Famiglia Cristiana, Luciano Regolo, arricchito dai contributi del 
direttore del Corriere della Calabria, Paolo Pollichieni e dal 
presidente dell’associazione Gutenberg, Dino Vitale. E impreziosito dai 
contributi del direttore del Parco, nonché dirigente della Provincia, 
Rosetta Alberto.
“Diamo voce ai valori della vera Calabria – ha detto il presidente Bruno 
– attraverso questa manifestazione che in sette giorni vivrà decine di 
spettacoli, opere teatrali, grandi concerti dibattiti (la direzione 
artistica è affidata a Massimo Fotino). E lo facciamo nonostante le 
grandi difficoltà economiche che oggi vivono le Province. Per questo 
devo ringraziare in particolare la Giunta regionale e il presidente 
Oliverio, che ha puntato su Catanzaro capoluogo della Calabria e ci ha 
consentito di mantenere a questi livelli il Parco della Biodiversità, 
uno dei parchi più belli d’Italia. Iniziamo questa manifestazione con 
grande orgoglio perché Catanzaro e la Calabria hanno bisogno di vivere 
le sue bellezze, come il Parco della Biodiversità.
“Riace è la prova concreta che è possibile, ed è possibile affrontare il 
fenomeno dell’immigrazione con una dimensione umana - detto il sindaco 
di Riace, Domenico Lucano -. Tutto è iniziato per uno sbarco, 
casualmente e forse anche inconsapevolmente. La nostra esperienza fa 
emergere l’anima antica e nuova della Calabria, di questa terra che 
dev’essere legata a un senso spontaneo di sensibilità. Quanti arrivano 
da noi sono esseri umani. E a Riace questi arrivi sono state la 
soluzione di tantissime problematiche sociali”. Secondo Lucano “Riace è 
la prova concreta che è possibile, ed è possibile affrontare questo 
fenomeno con una dimensione umana, tutto il resto appartiene alla 
barbarie. Provano a convincerci che non è così, ma io dico che, anche se 
siamo minoranze elettorali e sociali, la lotta per una nuova umanità – 
ha spiegato il sindaco di Riace - è sempre giusta”.
“In questo bellissimo Parco si apre una dieci giorni di attività diverse 
che abbiamo sostenuto e finanziato. E non è un caso – ha affermato il 
presidente Oliverio - che questa edizione si apre con incontro 
sull’accoglienza con la presenza di Riace che è un modello di 
integrazione in un momento in cui la cultura xenofoba che alimenta e 
cavalca le paure  caratterizza questa fase storica del Paese e 
dell’Europa. Oggi riflettiamo su un modello e a un’esperienza concreta, 
che rappresenta il riferimento per un’alternativa: l’accoglienza non 
solo è possibile, ma è la strada che bisogna praticare, e su questi temi 
la Calabria non gira la testa dall’altra parte ma accoglie, apre le 
braccia e lo fa senza per questo mettere in competizione le nostre 
popolazioni con gli immigrati. Riace per questo è un riferimento, perché 
da territorio svuotato oggi rivive grazie all’accoglienza, con la 
creazione di posti di lavoro anche per i giovani. Per questo difendiamo 
e sosteniamo questo modello”.
Il convegno sul tema “Storie Migranti. Accoglienza e solidarietà: valori 
calabresi” con interventi di esperti e testimonianze è stato 
impreziosito dalla performance teatrale a cura di Fa.R.M. Fabbrica dei 
Racconti e della Memoria, Atlante delle Guerre e dei Conflitti nel mondo 
& Associazione 46° Parallelo (a cura di Fiamma Negri e Giusi Salis). 
“Questa manifestazione è un bellissimo esempio catanzarese – ha 
affermato Regolo, parlando anche della esperienza a Famiglia Cristiana e 
della coraggiosa scelta di affiancare le battaglie per l’integrazione e 
l’accoglienza sul modello di Lucano con una ormai famosa copertina 
contro il vice premier Salvini -. Riace è un fatto concreto che dimostra 
come l’immigrazione non solo non mette in crisi una comunità ma anzi ne 
provoca il risveglio.  E’ un esempio sui cui riflette, in un contesto 
come quello di oggi in cui un certo linguaggio rischia di mettere 
seriamente a rischio il prestigio dell’Italia: se un commissario 
dell’Onu pensa di inviare osservatori in Italia per capire fino a che 
punto è cresciuto il razzismo è indicativo, e mi mette i brividi sentire 
un ministro dell’Interno dire che l’Onu costa troppo e non serve a 
nulla, significa picconare una grande istituzione internazionale”. E 
parlando della situazione di Lucano, indagato dalla Procura di Locri per 
presunte irregolarità nella gestione dei fondi, il direttore del 
Corriere della Calabria, giornale che ha sposato la causa di Riace, ha 
rimarcato: “A Lucano per difendersi basterebbe usare la stessa relazione 
dell’ispettore le stesse cose usate dall’ispettore della prefettura che 
andò via da Riace complimentandosi per poi portare una relazione 
negativa. Se ci fosse un reato di ingenuità, Mimmo sarebbe condannato 
all’ergastolo. Non è ancora cosciente del casino che ha combinato – ha 
detto ancora -. Ha dimostrato che il modello dell’accoglienza e 
dell’integrazione, se è possibile a Riace è possibile ovunque, un 
modello che crea problemi al potere”. A chiudere il giro degli 
interventi è stato Dino Vitale: “Abbiamo bisogno di una mobilitazione 
culturale, ideale e politica perché le prossime elezioni europee sono 
uno spartiacque e dobbiamo fare un grande lavoro di orientamento anche 
dei giovani, anche la scuola può fare tanto soprattutto per arginare la 
perdita secca di memoria”.
La serata è stata conclusa  con l’esibizione dell’Orchestra di Piazza 
Vittorio, la più grande orchestra multietnica d’Europa, composta da 18 
musicisti provenienti da 10 paesi che parlano 9 lingue diverse. Con loro 
Boto Cissokho, musicista senegalese, suona la kora, strumento 
tradizionale della cultura mandika dell’Africa occidentale.
Domani seguirà approfondimento