Arresto Lucano, il presidente di Upi Calabria Enzo Bruno: il mio primo pensiero va a Riace e al suo modello di accoglienza

02 Ottobre 2018

CATANZARO – 2 OTTOBRE 2018. “Nell’attesa di conoscere i dettagli 
dell’inchiesta della magistratura che ha portato all’arresto del sindaco 
Mimmo Lucano, il mio primo pensiero va a Riace: agli uomini, alle donne 
e soprattutto ai bambini che scappavano da un futuro di fame e di guerra 
e sono approdati in Calabria per diventare una comunità. Perché quella 
di Riace e del suo sindaco è prima di tutto una storia di accoglienza e 
solidarietà”. E’ quanto afferma il presidente di Upi Calabria, e 
presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, nell’apprendere la 
notizia dell’operazione della Guardia di Finanza che ha portato 
all’arresto del sindaco di Riace.
“Quello del comune nel reggino è l’esempio di un modello di 
integrazione: Riace è diventato uno dei simboli dell'accoglienza che 
funziona riconosciuti a livello internazionale, il suo modello ha messo 
insieme integrazione e rilancio dell'economia locale, creando 
opportunità anche per i giovani del territorio, salvando il Comune dallo 
spopolamento. Ma nello stesso tempo è una storia di passione e grande 
umanità verso gli ultimi del mondo di un uomo che ha rinunciato a molto 
per rimanere fedele alla sua scelta di vita. E’ il momento del silenzio 
– dice ancora il presidente Bruno - ma sull’impegno concreto di Lucano 
verso l’integrazione e l’affermazione della cultura della solidarietà e 
della pace racconta molto l’atmosfera che si respira nei i vicoli di un 
borgo che era abbandonato ed è tornato a rivivere, regalando colore e 
speranza non solo ai migranti. Un’atmosfera che ho respirato quando ho 
visitato Riace e che mi è rimasta nel cuore. Per questo è giusto 
aspettare di leggere e capire le carte: sono certo che Lucano saprà 
dimostrare le sue ragioni. Ma nello stesso tempo non bisogna dimenticare 
l’impegno di quest’uomo per la difesa dei diritti civili di uomini e 
donne che chiamiamo migranti e che prima di tutto sono persone che 
lottano per la vita”.