Viadotto della Strada provinciale Case Grimaldi-SS280 sarà intitolato al giovane operaio morto nel 2011 sul cantiere. Il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, commemora Stefano Guarascio con la famiglia

17 Ottobre 2018

CATANZARO – 17     OTTOBRE 2018. Il viadotto più lungo della Strada 
provinciale “Case Grimaldi” di collegamento tra il quartiere marinaro di 
Catanzaro e la superstrada 280 - in via di ultimazione e, quindi, 
fruibile al traffico entro la fine dell’anno – porterà il nome di 
Stefano Guarascio, l’operaio di 24 anni che è tragicamente scomparso 
lavorando alla costruzione del ponte, il 25 febbraio 2011. Il presidente 
della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ha ritenuto doveroso omaggiare 
la memoria di questa giovane vita spezzata, che allunga l’elenco delle 
vittime di incidenti dovuti alla mancanza di sicurezza sui luoghi di 
lavoro, accogliendo la richiesta avanzata dal Comune di Santo Stefano di 
Rogliano lo scorso mese di giugno. Questa mattina, alla presenza dei 
genitori, Carmine e Silvia, e della sorella gemella Valentina, oltre che 
del sindaco Lucia Nicoletti, dell’ingegnere Eugenio Costanzo, dei 
tecnici e della ditta che sta realizzando i lavori dopo la riapertura 
del cantiere, il presidente Bruno ha voluto commemorare Stefano 
deponendo un mazzo di fiori a pochi metri dal luogo in cui ha perso la 
vita cadendo nel vuoto, per poi svelare la segnaletica del viadotto che 
porterà il suo nome. Un momento di profonda commozione, amplificata dal 
fatto che fino a questa mattina i genitori non si erano mai recati sul 
luogo dove il proprio figlio ha perso la vita in quella fredda mattina 
di febbraio del 2011, sotto gli occhi dei colleghi della ditta 
appaltatrice, mentre facevano una colata di cemento sul viadotto. Il 
presidente Bruno, consegnando copia della delibera che sancisce 
l’intitolazione del viadotto al sindaco Nicoletti ha ribadito che “la 
richiesta avanzata dal Comune di Santo Stefano di Rogliano tendente ad 
ottenere l’intitolazione del viadotto case Grimaldi al proprio 
concittadino è meritevole, oltre che condivisibile. E’ necessario 
mantenere e rinnovare il ricordo dell’estremo sacrificio di un operaio 
edile che, seppure giovanissimo, aveva dimostrato sempre grande 
dedizione alla propri attività lavorativa, conclusasi tragicamente – ha 
detto ancora il presidente Bruno -.  Non si può morire di lavoro: 
intitolare il viadotto a Stefano non vuol dire solo omaggiarne la 
memoria, ma anche rispettare il sacrificio suo e di quanti hanno trovato 
la morte in quello che doveva essere un sereno luogo dove svolgere la 
propria attività professionale, per crescere e guardare al futuro con 
fiducia. Aumentare la cultura della sicurezza a tutti i livelli resta 
una priorità prima di tutto attraverso la prevenzione. Il Viadotto 
Guarascio ce lo ricorderà”.