ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI INERTI DA COSTRUZIONE   E DEMOLIZIONE

 

Ogni anno si producono nel nostro Paese oltre 45 milioni di tonnellate di rifiuti inerti derivanti, in maggioranza, da attività di costruzione e demolizione, con un una media per abitante pari a 350 Kg/anno. Dall’elaborazione dei dati disponibili, è possibile stimare nella provincia di Catanzaro una produzione di  inerti da C&D pari a circa 120.000 tonn./anno, di cui solo una minima parte viene destinata a recupero o smaltita in discarica dal momento che i quantitativi più consistenti finiscono abbandonati ai bordi delle strade o  nell’alveo di fiumi e torrenti, con costi enormi per la collettività.

Per contrastare il fenomeno degli abbandoni e delle discariche abusive occorre realizzare un sistema integrato di gestione dei rifiuti inerti funzionale, efficiente ed economico che punti sulla prevenzione, la riduzione ed il recupero.

La Provincia di Catanzaro, a tal fine, ha promosso nel 2006 l' Accordo di Programma per la gestione dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione, con l’obiettivo di favorire una gestione efficace, efficiente, economica e trasparente di tale frazione di rifiuti, basato sulla cooperazione di tutti i soggetti pubblici  e privati coinvolti nel ciclo dei rifiuti.

L’Accordo di Programma comprende, difatti, un insieme di  azioni concertate tra enti pubblici (Commissario delegato all’emergenza ambientale per la Regione Calabria, CCIAA, ANCI, Comuni di Catanzaro, Falerna, Vallefiorita, Sorbo S. Basile, Carlopoli, Cicala, S. Caterina Ionio), Associazioni di categoria (Confindustria, CNA, Confartigianato), Ordini Professionali (Ingegneri, Architetti), che gli stessi si impegnano ad attuare in tutte le fasi del ciclo dei rifiuti, per minimizzarne la pericolosità, ridurne la quantità ed aumentarne il recupero ed il riciclaggio.

Per rendere operativi questi impegni sono previste specifiche modalità e procedure per la corretta gestione dei rifiuti inerti da C&D da parte di progettisti ed operatori edili (ad es., demolizione selettiva, differenziazione dei rifiuti prodotti all’origine, riuso delle componenti riutilizzabili, avvio a recupero o smaltimento, etc.).

Osservare queste regole significa offrire dei vantaggi non solo all’ambiente ma anche alle stesse imprese che hanno la possibilità di organizzare i loro processi produttivi in maniera più efficiente, ottenendo economie di scala (ad es.,  recuperare ciò che è riusabile significa ridurre tanto i costi delle forniture quanto il quantitativo di rifiuti prodotti e, quindi, un risparmio nei costi di trasporto e smaltimento).

In tale contesto, è significativo il ruolo dei Comuni che, nell’esercizio delle funzioni regolatrici dell’attività edilizia e di gestione dei rifiuti, possono creare condizioni favorevoli per gli operatori che intendano adottare ‘buone pratiche’ gestionali, abbattendo, nello stesso tempo, i costi ambientali ed economici derivanti dall’abbandono incontrollato di inerti sul territorio. Il Comitato Tecnico dell’Accordo ha, in ragione di ciò, redatto le Linee-guida per i Comuni, in cui sono indicati i principali strumenti di intervento che gli enti locali possono utilizzare per raggiungere gli anzidetti obiettivi.

Contenuti e finalità dell’Accordo e le direttive di azione proposte nelle Linee-guida sono stati illustrati nel corso di un Workshop, tenutosi il 15 giugno 2007, che ha registrato la partecipazione dei Comuni e degli operatori del settore, nel corso del quale sono state presentate Relazioni ed interventi.

Nell’area sono rinvenibili anche i Moduli di adesione all’Accordo ed il Repertorio delle Aziende aderenti.

 


MATERIALI

Fonti normative e regolamenti



Decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 s.m.i.
Attuazione della direttiva 1999/31/Ce relativa alle discariche di rifiuti

D.M. 3 agosto 2005
Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica

D.M. 8 maggio 2003, n. 203
Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo. 

D.M. 11 aprile 2008
Approvazione del Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione

D.M. 5 febbraio 1998 s.m.i.
Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22

Circolare Min. Ambiente, 15 luglio 2005, n. 5205

Giurisprudenza


Corte giust. CE, c.184/2005, 18 dicembre 2007
Cass. pen.,9 ottobre 2006, n. 33882
Cass.pen., 17 gennaio 2007, n. 2477
Cass.pen., 11 gennaio 2008, n. 1188
Cass.pen., 16 febbraio 2008, n. 6420

Documentazione


ANPAR , Linee guida per la gestione dei rifiuti da C&D
ANPAR, Linee guida per la gestione di terre e rocce da scavo

 

LINK UTILI


www.cz.camcom.it

www.ancicalabria.it

www.confindustria.cz.it

www.confcz@confartigianservizi.191.it

www.cna.it

www.ordineingegneri.cz.it

www.cz.archiworld.it

www.anpar.org